Il calcio

Fra gli sport di squadra, il calcio (o, all’inglese, football, da foot “piede” e ball “palla”) è uno dei più semplici e di più immediata comprensione. Per entrare nello spirito del gioco non occorre essere intenditori esperti.
Secondo alcuni studiosi, il calcio è profondamente radicato nell’animo dell’uomo, perché riproduce su un campo sportivo l’antica logica della tribù: un gruppo in competizione con altri gruppi per imporre la propria superiorità. Sarebbe quindi una simulazione della lotta per il potere. È un fatto che i successi nel calcio stimolano al massimo l’orgoglio nazionale. L’inattesa affermazione della Grecia nel campionato d’Europa 2004 ha dato vita a imponenti manifestazioni che hanno coinvolto per giorni l’intero paese, a partire dalle sue massime autorità. A livello nazionale, la rivalità fra le città, le cui squadre di calcio si contendono il titolo di campione, è molto accesa e purtroppo non di rado degenera in fenomeni di violenza.
Giochi con la palla esistevano sin dalla preistoria e in tutti i continenti. Il calcio moderno, nella sua versione attuale, è però nato in Gran Bretagna, nell’ambiente studentesco dei college. All’inizio il gioco veniva praticato con i piedi e con le mani, poi si arrivò a una separazione che diede vita a due diverse discipline sportive: il rugby e il football. In quest’ultimo gioco, soltanto il portiere può toccare il pallone con le mani, stando nella propria area. Gli altri giocatori devono manovrarlo con i piedi o con la testa.
Dalla Gran Bretagna il calcio si diffuse a macchia d’olio in Europa e nell’America Meridionale
In Italia la prima squadra calcistica nacque a Genova, nel 1893: si chiamava, appunto, Genoa 1893. Cominciarono intanto a svilupparsi le prime competizioni internazionali, ma soltanto nel 1930 fu possibile organizzare un campionato del mondo di calcio, che si sarebbe ripetuto ogni quattro anni
Dagli anni Cinquanta in poi si è sviluppato il fenomeno del professionismo, che nel tempo ha portato i calciatori al livello dei divi dello spettacolo, quanto a popolarità e ricchezza.
Il calcio negli ultimi anni è stato spesso oggetto di polemiche vere e proprie: a essere in discussione, però, non sono più soltanto il valore dei giocatori, la loro abilità in campo, le scelte degli allenatori le sviste degli arbitri. Spesso abbiamo notizie che ci mostrano aspetti diversi dall’ aspetto sportivo : a farenotizia sono gli ingaggi stratosferici dei calciatori, il ricorso al doping gli episodi di violenza delle tifoserie .
Il calcio in sintesi
Il gioco del calcio oppone due squadre formate da 11 giocatori ciascuna, su un terreno di gioco lungo da 100 a 110 m e largo da 54 a 64. Alle estremità del campo sono collocate due porte, larghe 7,32 m e alte 2,44, formate da due pali sormontati da una traversa. La partita ha la durata di 90 minuti, suddivisi in due tempi di 45 minuti ciascuno. Un arbitro, affiancato da due collaboratori che agiscono sulle linee laterali, è incaricato di far rispettare il regolamento. Vince la squadra che riesce a segnare più goal (parola inglese che significa “meta, traguardo”), cioè a mandare il pallone nella porta avversaria. Solo uno degli undici giocatori, il portiere (che veste una casacca diversa dai compagni di squadra e che ha il compito di evitare il goal) può toccare il pallone con le mani, nella propria area.
A differenza di altri giochi di squadra, il calcio consente il pareggio, ma nel caso che la partita debba attribuire un titolo, se i 90 minuti terminano a parità di goal, vengono disputati due tempi supplementari di 15 minuti ciascuno. In caso di ulteriore parità, un tempo si procedeva al sorteggio, mediante il lancio della monetina da parte dell’arbitro. Attualmente si battono 5 calci di rigore (a 11 m di distanza dalla linea di porta): vince la squadra che ne mette a segno il maggior numero.

A cura di Filippo Viganò