GLI OMICIDI IMPOSSIBILI

Era una nebbiosa giornata a Londra e io, Jack, investigatore privato e con un’aiutante Will (come tutti i buoni detective)stavo leggendo il giornale per trovare un caso che potesse interessarmi.
Dopo circa un quarto d’ora che leggevo trovai proprio quello che cercavo, diceva “Omicidio in Baker Street 221B uomo assassinato nel suo studio con tutte le porte chiuse dall’ interno a chiave, la polizia non sembra all’ altezza del caso”.
Mi recai subito sul luogo del deltto con un taxi e trovai tutta la strada chiusa e la casa circondata dalle macchine della polizia,andai subito a parlare con l’ispettore e gli chiesi se poteva affidarmi il caso e lui mi disse che poteva perché l’altro investigatore era misteriosamente scomparso,per un attimo mi distrassi pensando all’ investigatore scomparso,ma poi mi resi conto che dovevo concentrarmi su questo delitto.
Andai a osservare il corpo e mentre Will esaminava il portafoglio della vittima io capì che era stato ucciso con un’arma da fuoco facilmente notabile dal foro che aveva vicino alla tempia destra,che però non si trovava sul posto,e in effetti tutta la stanza era chiusa a chiave dall’ interno se non per una piccola finestrella sul tetto, anche quello importante indizio,Will mi chiamò e mi disse che aveva trovato il lavoro della vittima,un dato molto interessante,a quanto pare lavorava alle poste nella spedizione e ritiro pacchi.
Andammo sul luogo del suo lavoro per chiedere informazioni, il dirigente ci confermò tutto, ma noi vollimo controllare le sue spedizioni e ritiri, i pacchi ritirati più recenti furono spediti dalla cina.
Qualche giorno dopo,mentre indagavamo su questo caso apparve un altro omicidio uguale però questa volta la vittima era una certa Barbara,indagammo anche su di lei,e scoprimmo che la mattina andava a un bar alla stazione per prendere il caffè con una brioche e poi andava a lavoro (anche lei lavorava alle poste nel settore spedizione e ritiro pacchi).
Andammo a quel bar per chiedere informazioni ma solo il barista sapeva di Barbara,e che in effetti 2 giorni prima, mentre beveva il suo caffè era improvvisamente sbiancata in volto per poi uscire con un’aria terrorizzata di corsa.
Proprio mentre stavo uscendo dal bar il barista mi diede il taccuino di Barbara, che aveva dimenticato sul tavolo 2 giorni prima, era un indizio fondamentale perché magari al suo interno potevo trovare informazioni interessanti,però quando lo aprì trovai solo dei segni.
Appena tornato a casa capì cosa erano quei segni, era un’ antico dialetto cinese, e volli andare a parlare con un esperto,una signora anziana cinese, gli portai il taccuino e lei cominciò a tradurre i segni in numeri ma poi si sentì uno sparo e la signora cadde a terra morta.
Io e Will tornammo a casa sconvolti e sconsolati ma ci attendeva una brutta sorpresa,i segni apparsero anche in casa nostra,la signora mi aveva detto il nome del dialetto e riuscì a tradurre facilmente i segni, ma erano solo numeri e numeri.
Ormai avevo capito che il ladro era riuscito a uccidere la prima vittima arrampicandosi e entrando dalla finestrella, così uscì fuori per strada e improvvisamente mi resi conto di come decifrare quei numeri,per tradurli ci voleva una cosa che avevano tutti, come un dizionario,il primo numero era la pagina ed il secondo era la riga, ovviamente era la prima voce quella da considerare, ed il messaggio diceva, “morirai,non provare a chiamare la polizia”.
Quando arrivò l’assassino la polizia era appostata nei dintorni, e riuscimmo ad’arrestare il killer.
Lo interrogai subito e scoprì che il mittente dei pacchi era proprio lui.
Barbara o La prima vittima misteriosa aveva rubato il contenuto di un pacco,era stato certamente la prima vittima per 2 semplice motivo,i due pacchi erano arrivati a lui invece che a Barbara.
Ma rimane comunque un’interrogativo, perché il killer dopo aver ucciso la prima vittima, che era il colpevole non si è fermato?
L’assassino non poteva sapere chi aveva rubato e avrebbe continuato a uccidere finchè non sarebbe spuntato il contenuto,e chiedendo ad amici e parenti della prima vittima scoprì che il contenuto era un fermacapelli appartenente a un’imperatrice cinese, regalatosi da lui a un’amica.

 

A cura di Tommaso Mavilia